domenica 23 novembre 2014

Da un ' antica leggenda ... le pettl di Santa Cecilia

Per i tarantini il giorno di Santa Cecilia apre le porte al natale e dà inizio al periodo dell' avvento.
La magia della festa è scandita da piccoli gesti che alimentano le tradizioni e legano indissolubilmente al passato. Un insieme di suggestioni e legami con le tradizioni religiose e pagane accomunate dalla costante presenza della musica.



 Ad ogni tradizione si lega una sapore ed ecco che la preparazione delle pettole rende piacevole l' attesa della festa. 
Un' antica leggenda narra che il giorno di Santa Cecilia, una donna si alzò per preparare l' impasto per il pane. Dopo aver messo l' impasto a lievitare sentì una dolce melodia e come ipnotizzata scese per strada e seguì gli zampognari per i vicoli della città. Quando tornò a casa si accorse che l'impasto era lievitato troppo e non poteva più essere usato per il pane. Tuttavia i suoi figli si erano svegliati e reclamavano la loro colazione.
Così la donna mise a scaldare dell'olio e cominciò a friggere dei pezzettini di pasta che nell'olio diventavano palline gonfie e dorate. Pensando che somigliassero alla focaccia ( in dialetto detta "pitta") decise di chiamarle "pettel'" (ossia piccole focacce) e data la loro sofficità disse ai suoi figli che erano "l' cuscin' du Bambinell" (i guanciali di Gesù Bambino).
Quando finì di friggere tutto l'impasto, scese per strada coi suoi bambini per offrire le pettole ai zampognari che con la melodia delle loro pastorali avevano reso possibile quel miracolo.
Oggi le pettole sono una preparazione tipica pugliese, la cui ricetta varia in base alla diversa località.
Ecco la mia versione:

PETTOLE DI SANTA CECILIA


500 gr di farina 00
un cubetto di lievito di birra ,
un cucchiaino di sale,
acqua q.b.
olio d’oliva per friggere.


Riscaldare l'acqua, in una coppa setacciare la farina,al centro versare un po’ d'acqua e il sale, unire il lievito di birra e scioglierlo bene. Cominciare ad impastare tutta la farina, aggiungendo acqua, e lavorando energicamente sino ad ottenere un impasto liscio, omogeneo, appiccicoso, di consistenza quasi cremosa.  
Coprire e lasciare riposare per circa due ore, l'impasto è pronto quando è almeno raddoppiato di volume, e sulla sua superficie si sono formate delle bolle d’aria.
Quando l'impasto è lievitato mettere sul fuoco una pentola alta con abbondante olio di oliva.

Quando l’olio arriva alla temperatura di 150°C, aiutandosi con un cucchiaio formare una pallina di impasto e farla cadere nell'olio. La frittella sarà pronta quando la pasta, nell' olio caldo, inizierà a gonfiarsi e raggiungerà un colore dorato.





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Buona domenica
Eleonora

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