sabato 3 ottobre 2015

Storia di un fico secco e di come è finito in padella

Come tutte le storie che si rispettino devo cominciare con "c'era una volta..."

C'era una volta un maestoso albero di "ficus carica" che donava frutti 2 volte l'anno.
Il primo raccolto dei suoi frutti detti "fioroni" era sempre una grande festa,

 era il primo frutto dell'anno e annunciava la bella e calda stagione. I suoi frutti, molto delicati, per essere trasportati hanno bisogno di tante attenzioni e vanno adagiati delicatamente nel paniere ricoperto delle stesse foglie.

Poi eccoci al secondo raccolto, la bella stagione è agli sgoccioli e l'albero ci dona i suoi dolci frutti. ma questo dono dura solo per un mese:
 quello di settembre.
Il fico è un albero veramente magico, 2 raccolti l'anno e sempre abbondanti... ma per un frutto così buono goderne solo un mese non è poco?
Allora, basta dividerli a metà ed esporli al sole su appositi telai coperti da un velo.
Una volta essiccati, passarli in forno caldo a 180° per 15 min. Quando freddi si possono farcire con noci o mandorle... riporli in un barattolo sterilizzato e conservare per  gustare la dolcezza dei fichi e 
del sole dell'estate durante le fredde giornate!
Arrivato il momento di riporre i nostri fichi in dispensa, non abbiamo resistito e subito sono finiti in  
un'insalata fatta da acini di uva, iceberg, radicchio, olio, sale e limone 

che ha accompagnato delle deliziose  

fettine di lonza saltate velocemente in padella con un filo d'olio e una noce di burro insieme a un rametto di rosmarino. A parte ho preparato del brodo vegetale e ne ho usato giusto un mestolo per bagnare la carne. Quando pronte ho cosparso le fettine con metà fico secco e ricoperto con foglie di alloro e 
ho lasciato riposare per qualche minuto.

Ah... dimenticavo, per i buddisti l'albero del fico è  considerato l'albero della verità, per noi forse non sarà cosi, ma sicuramente fa parte della tradizione 
e dei nostri sapori mediterranei.

 Dolci baci Lizia

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