venerdì 19 febbraio 2016

Pane alla segale con semi di lino


Come ogni venerdi eccoci all'appuntamento con il cinema e con le recensioni di Francesca. Questa settimana Francesca ci propone un film francese "Gemma Bovery" dove il protagonista scopre che a volte "la vita può avere più fantasia della finzione"... ma avrà qualche riferimento con il celebre romanzo di Gustave Flaubert? Non ci resta che scoprirlo... 

Un manoscritto, espediente sempreverde utilizzato sin dai tempi dei "Promessi Sposi" è solo una delle chiavi narranti che ci permettono di comprendere la trama, ma in particolar modo la protagonista. Già dal titolo capiamo come la protagonista del film sia una donna, il cui nome rimanda ad un'immediata somiglianza con un'altra più famosa e spesso colpevolizzata donna ottocentesca: Madame Bovary, la problematica anti-eroina nata grazie all'ingegno creativo di Gustave Flaubert. Nonostante il titolo non è lei che appare nella primissima scena del film, bensì il pane, o meglio la massa.

Questo la forma primitiva che ben presto ci  accompagnerà nel corso del racconto e che costituirà un ulteriore espediente nella storia. Di qui possiamo passare ad un altro importante personaggio, il narratore, il moderno Flaubert, la colonna portante grazia alla quale è possibile costruire la trama che si svilupperà in un'ora e mezzo di film: Martin Jobert, uomo tranquillo e appassionato di letteratura trasferitosi da qualche anno in Normandia dove ha riaperto la "boulangerie" del padre.
Quella che a primo impatto può sembrare una storia banale, che pecca di creatività,  altro non è che una perla francese del 2014, diretta dalla regista (a mio parere sottovalutata)  Anne Fontaine. Il film putroppo rimarrà di nicchia e non riuscirà ad incassare risultati internazionali. Dal punto di vista della sceneggiatura nulla da dire, ma per quanto riguarda lo spazio realistico possiamo notare solo una lieve impronta che non dispiace ma non entusiasma. La peculiarità della pellicola è però l'atmosfera europea, in particolar modo francese che si discosta da una comicità facile e che, attraverso delle sfumature a volte leggere, a volte più scure, riesce a stuzzicare un'ironia intelligente.
(Francesca Conserva)

TITOLO DELLA RICETTA: Pane di segale e semi di lino 50 ml di acqua, 180 ml di latte di soia, 1 cucchiaino di sale, 1 cucchiaino di olio evo, 2 cucchiaini di miele,150 g di farina di segale, 200 g di farina 00, 25 g di lievito di birra oppure 100 g di pasta madre, 30 g di semi di lino



PROCEDIMENTO Mettere le farine in una ciotola con il sale e l'olio e la pasta madre o il lievito sbriciolato, fare la classica fontana centrale, unire i semi e cominciare a impastare versando il latte e l'acqua leggermente riscaldata. Lavorare l'impasto energicamente per almeno 30 min, fino ad ottenere una palla di pasta morbida ed elastica. Infarinare la pasta, coprirla con un canovaccio disponendola su un piano infarinato e lasciar riposare per almeno 20 min. Trascorso il primo tempo di lievitazione lavorare di nuovo la pasta dandogli la classica forma della pagnotta, bagnare la superficie con poca acqua e cospargere di semi coprire  e lasciar lievitare per circa 2 ore o fino a quando sarà raddoppiata di volume. Accendere il forno a 180°, adagiare alla base un pentolino di acqua e infornare la pagnotta per 30-40 min.



CITAZIONE DEL FILM Toccare il pane è come toccare la terra: la crosta originale da dove è uscita la vita... immergere i sensi... non c'è niente di più naturale, niente di più umile del pane.



SULLE NOTE DI: Les Passant di Zaz Mi piace cucinare con un sottofondo musicale, specie quando impasto, perchè come in una sorta di terapia musica, acqua e farina sciolgono i pensieri rilassandomi. Ispirata dalla trama francese, la musica non poteva che essere una melodia francese e, quasi le mani impastavano a ritmo...

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