lunedì 23 maggio 2016

Franciacorta: festival a Bari

Nella splendida e prestigiosa cornice di Villa Menelao alla Cummerse,  lunedi scorso (16 maggio), ci siamo inebriate di bollicine e.... quando dico bollicine, chi mi conosce sa quali sono le mie preferite parlo delle "bollicine tutte italiane di Franciacorta"!
Si, perchè proprio a Turi si è svolto il Festival del Franciacorta, dove l'eccellenza italiana del buon bere ha incontrato e sposato le eccellenze gastronomiche della nostra terra, in un tripudio di sapori.
A partecipare all'evento 29 aziende dislocate nel verde parco e associate alle cummerse. L'eccellenza si raggiunge solo con il massimo della passione (gothe)  ed è questo che si respira passando dai diversi banchi di assaggio: Brut, Extra Brut, Satèn, Rosé, Pas Dosé, Riserva in abbinamento alle eccellenze "pugliesi" con i prodotti del salumificio Santoro, con i  carpacci di pesce, con il caciocavallo podolico, con i piatti tipici della tradizione (cicerchie, fave, polpette di baccalà....), con burrate e mozzarelle fatte al momento.
Nei brillanti calici si sprigionavano "eleganti perle finissime  e persistenti" chiudendo gli occhi e catturando i profumi del vino è stato facile ritrovarsi nella terra del Franciacorta con i suoi profumi minerali, freschi, fruttati e floreali. In ogni calice era raccontata una storia, quella del vitigno, del tempo, dell'azienda e del lavoro dell'uomo.
Ma chi meglio di chiunque altro poteva condurci qui in Puglia in quel di Franciacorta se non il dott. Baldassare?
Una  degustazione magistrale seguita in referenziale silenzio nella Cappella di Villa Menelao alla Cummerse sulle diverse tipologie del Franciacorta.
Infinite sfumature, infinite passioni, infinite emozioni. Armonia e perfezione.
Come non innamorarsi di  queste sontuose bollicine dal carattere ben determinato, ma al tempo stesso eleganti, dolci e dorate? Come non innamorarsi  a ogni sorso? Ogni sorso una poesia frutto delle mani di innamorati e pazienti vignaioli che amano e curano ogni bottiglia prima che giunga a noi.


 FRANCIACORTA: una terra, un metodo di produzione, un vino
Una terra:  320 km quadrati racchiusi tra Brescia, le Prealpi Retiche, il lago Iseo e il Oglio. Una regione dolcemente collinare accarezzata da fresche brezze con un terreno di alluvionale, ricco di ciottoli e calcare, tutte caratteristiche che troviamo anche nei vini.
Un metodo di produzione: vitigni nobili, raccolta delle uve a mano e raccolto diviso per vigneto. Spremitura soffive delle uve e rifermentazione naturale in bottiglia e successiva lenta maturazione e affinamento sui lieviti, non inferiore ai 18 mesi, 30 per i Millesimati e ben 60 mesi per le Riserve.   Il Franciacorta è prodotto con uve Chardonnay, Pinot nero e Pinot Bianco.
Un vino: in base ai tempi di riposo sui lieviti in bottiglia si possono distinguere le seguenti tipologie di:
-   Franciacorta non millesimato: almeno 18 mesi
-   Franciacorta Satèn e Franciacorta Rosé non millesimato: almeno 24 mesi
-  Franciacorta Millesimato, Franciacorta Millesimato Satèn e Franciacorta millesimato Rosé: almeno 30 mesi
-   Franciacorta Riserva, Franciacorta Riserva Satèn, Franciacorta Riserva Rosé: almeno 60 mesi.


IL NOME FRANCIACORTA Ci riporta alla sua storia lontana legata alle Corti Franche e a quando, dopo l’arrivo dei monaci cluniacensi, il territorio beneficiò di libero scambio nel commercio (curtes francae). Il toponimo “Franzacurta” comparve per la prima volta negli annali del Comune di Brescia dell’anno 1277, per identificare l’area compresa tra i fiumi Oglio e Mella, a sud del lago d’Iseo. I confini attuali della Franciacorta ricalcano quelli dell’organizzazione del contado in età viscontea ripresa e poi confermata dalla Serenissima nel XV secolo. Attualmente comprende i territori di 19 comuni della provincia di Brescia.




UN PO' DI STORIA E IL CONSORZIO

Il vino Franciacorta ha il sapore della storia, anche se a noi giunge più nitido il suo passato recente.
Era il 1961 quando 11 produttori dell’attuale Franciacorta, che coltivavano 29 ettari di vigneto, diedero inizio alla produzione di 2 mila ettolitri di Pinot di Franciacorta, muovendo così i primi passi verso il successo che il metodo Franciacorta ha raccolto negli anni successivi.
Il primo riconoscimento ufficiale che giunse nel 1967, quando con un Decreto del Presidente della Repubblica la Franciacorta è riconosciuta zona a Denominazione di Origine Controllata (DOC).
Dovrà passare poco più di un ventennio perché i 29 produttori decidano di associarsi e di dare vita, il 5 marzo del 1990, al Consorzio volontario per la tutela dei vini Franciacorta .
Il Franciacorta è stato il primo vino italiano, prodotto esclusivamente con il metodo della rifermentazione in bottiglia a ottenere nel 1995 la Denominazione di Origine Controllata e Garantita e inoltre nello stesso anno il riconoscimento del metodo di produzione Franciacorta, superando l’espressione “vino spumante”. Oggi sulle etichette si legge la denominazione Franciacorta, unico termine che definisce il territorio, il metodo di produzione e il vino.


FILM CONSIGLIATO: F for Franciacorta di Massimo Zanichelli Dove scoprirete il mondo del Franciacorta raccontato dai produttori attraverso lo scorrere delle stagioni dell'anno:  potatura invernale, fioritura primaverile, vendemmia estiva, arature autunnali.Un film "emozionale" come il vino che racconta.


I NOSTRI CONSIGLI - Non confondete un calice di Franciacorta o di "bollicine" con rifermentazione in bottiglia con un calice di Prosecco! E' REATO per tipologia di vino sia per l'uvaggio usato che per metodo di produzione.
- Quando vi troverete faccia a faccia con le "vostre bollicine" osservate il perlage ovvero il numero delle bollicine, la loro grana se abbastanza fini o fini e la loro persistenza. Perdetevi nel suo "fresco profumo"  ma SOPRATTUTTO
- non roteate il bicchiere e questo vale anche per il prosecco! Si rotea il bicchiere solo quando dobbiamo valutare la consistena di un vino fermo!
- temperatura di servizio 8-10°
- ideale a tutto pasto, con le sue diverse tipologie si abbina a molti piatti

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