martedì 30 agosto 2016

A tavola con il Nobile

"San Giovannina": l'uva precoce che germoglia a fine giugno per San Giovanni. 
"Sanguegiovese", "Sangiovese grosso", "Sangiovese piccolo" tante denominazione per il vitigno che accarezza e punteggia con i suoi filari le dolci colline della Toscana: regno del Sangiovese che regala vini capaci di esprimersi ad alto livello in questa regione. Uvaggio che si caratterizza per maturazione tardiva e dà grandi risultati grazie al microclima, all'altitudine delle colline, all'esposizione dei vigneti. Uvaggio che sulle colline che scendono da Montepulciano verso la Valdichiana prende il nome di "Prugnolo gentile" forse perchè, secondo i  racconti, richiama i sentori della "coscia di monaca" la prugna autoctona di Montepulciano che in questo periodo cade tra i filari dei vigneti. Siamo nella culla del Nobile di Montepulciano, un vino che riflette lo stile, il paesaggio e il territorio. In questo luogo di antiche memorie nasce un capolavoro, espressione di personalità e di territorialità, fatto di storia, passione, amore. 
L'origine di Montepulciano risale ai primi del 500 A.C. fondata dagli etruschi è sempre stata terra di vignaioli dalle antiche tradizioni. Cittadina medioevale con eleganti palazzi, antiche chiese e percorsa da antiche gallerie sotterranee dedicate alla produzione  e alla conservazione del vino è da sempre una vera cantina fortificata.  Passeggiando tra le vie di Montepulciano lo sguardo si perde in un morbido paesaggio costellato di vigneti e questo ci ricorda che i grandi vini nascono nella vigna. Passeggiando tra le vie di Montepulciano si viene letteralmente rapiti dalle sue antiche cantine, facendo un tuffo nel passato che ci riporta al 1500 dove tra volte e nicchie, in un susseguirsi suggestivo si trovano le grandi botti di rovere e dove  in un silenzio reverenziale riposa il tesoro della città. Ogni cantina è una storia fatta di racconti, di tradizione,  di generazioni che si susseguono. Ogni cantina racconta e valorizza il territorio.  Cuore e salotto della città è Piazza Grande, palcoscenico di ogni spettacolo, è qui che campeggia il pozzo dei Grifi e dei Leoni, che si affaccia il Palazzo del comune, che ricorda Palazzo vecchio di Firenze, un omaggio dei Poliziani ai Medici che li avevano salvati dai senesi, la facciata imponente del Duomo, il Palazzo del Capitano, sede del Consorzio del Nobile di Montepulciano di cui grazie all'Aifb (associazione italiana foodblogger) sono stata ospite come giurata per la rassegna "A tavola con il Nobile". Tre giorni in cui ho potuto vivere e respirare lo spirito che anima la città, suddivisa da otto contrade che ogni anno si sfidano nello storico "Bravio delle Botti" per vincere il panno dedicato quest'anno all'Anno Santo Straordinario della Misericordia, dipinto  dal pittore senese Cesare Olmastroni.
In questi giorni la città è vestita a festa, ogni via è addobbata dai colori della sua contrada e già con la cerimonia del Proclama del Gonfaloniere si fa un tuffo nel passato: nobili e nobildonne, paggi, alfieri e sbandieratori ti conducono nella magica atmosfera del 1300. In questi giorni le contrade si sfidano anche a tavola con la kermesse "A tavola con il Nobile" dove le massaie di contrada  accettando il tema proposto dal consorzio, quest'anno "la selvaggina",ripropongono i piatti della tradizione, del territorio e le ricette di famiglia con quel giusto tocco di innovazione. Come per il Bravio anche attorno alle cucine di contrada c'è passione e impegno. E' stato per me un onore essere in giuria  e degustare i piatti preparati con tanta maestria, frutto di un lavoro di squadra, di una ricerca degli ingredienti per rappresentare il territorio, frutto di un amore... quell'amore che anima ogni cittadino per la sua contrada. Ad ogni  piatto abbiamo abbinato il giusto Vino Nobile, in realtà per ogni piatto abbiamo degustato 4 vini e adesso ad occhi chiusi potrò rivivere le emozioni di ogni vino, della sua terra, delle sue morbide colline. Ogni sorso mi riporterà a questi giorni a Montepulciano, perchè davanti a un bicchiere di Vino Nobile di Montepulciano sai esattamente dove sei.

BRAVIO DELLE BOTTIE' il palio delle contrade, che si svolge l'ultima domenica di agosto. La parola "bravio" deriva dal volgare "bravium" e sta ad indicare il premio assegnato alla contrada vincitrice, consistente in un panno dipinto recante l'mmagine iconografica del patrono della città, San Giovanni Decollato, in onore del quale si svolge il palio.
La manifestazione si innesta su un capitolo di storia cittadine, risalente al 1372.
I Spingitori rappresentanti delle contrade si sfidano "spingendo" lungo le vie della città delle botti di 80 chili ciascuna. La contrada vincitrice si aggiudica il panno che dopo la cena della vittoria porta in mostra nelle altre contrade.


A TAVOLA CON IL NOBILEConcorso enogastronomico ideato nel 2003 dal giornalista del Tg2 Bruno Gambacorta insieme al Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, promotore dell'iniziativa con l'obiettivo di far conoscere il territorio, esaltare la qualità dei prodotti tipici locali sfruttando le caratteristiche del vino di Montepulciano. 


LE OTTO CONTRADE PROTAGONISTEContrada di Cagnano, Contrada di Gracciano, Contrada di Collazzi, Contrada Le coste, Contrada del Poggiolo, Contrada di San Donato, Contrada dio Talosa, Contrada di Voltaia.

- Con la ricetta della "Quaglia fruttata" vince la 14esima edizione di "A tavola con il Nobile" la contrada di Collazzi.

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