venerdì 30 settembre 2016

Buone maniere e mignon glassati alla crema

E un bel giorno succede. Lo incontri, incroci il suo sguardo, lo sfiori... sembra un incontro casuale, invece è sempre stato li. Decidi di dargli una possibilità, un'altra.. in fondo è passato qualche anno dall'ultimo incontro e un  giorno doveva pur capitare, allora perchè non oggi?
Decido di accomodarmi con lui sul divano per affrontare l'argomento.
Un argomento scottante, forse un pò demodè, alcuni nemmeno si pongono il problema e altri staranno pensando "ma davvero serve"?
Si, credo proprio che serva sfilare dalla biblioteca il vecchio libro "di buone maniere", dargli una sfogliata per rispolverare qualche regola per riscoprire una buona educazione autentica: non come abito esteriore, ma una libera scelta di vita e buon gusto, di rispetto e buon senso. Perchè l'assenza di regole, tipica del periodo, regala una falsa libertà, mentre sapersi comportare e stare bene con gli altri è la strada  per vivere sereni ed essere felici.
Per la rubrica "libri a merenda" vi presento un vecchio classico  "Si  fa non si fa- le regole del galateo 2.0" di Barbara Ronchi della Rocca edizioni Vallardi.
Dopo il brutto spettacolo del festival del cinema di Venezia, dopo che ogni giorno si incrociano persone che urlano a telefono, dopo i vari post di facebook e social similari, quando si vuol essere originali a tutti i costi scendendo nel ridicolo, credo proprio che rispolverare qualche regola di bon ton serva perchè se ieri l'eleganza era basata sul rigore, oggi dovrebbe basarsi sul garbo.

"Le piccole cose hanno la loro importanza. E' sempre per le piccole cose che ci si perde!"
 Cosi scriveva Fedor Dostoevskji, quindi i dettagli fanno la differenza.
Come ci si veste, come si apparecchiala tavola, come portare quando si è ospiti a cena... argomenti da trattare e farsi da evitare. Saluti, presentazioni, regali da evitare e inviti...
Il libro è davvero una miniera di consigli e come afferma la scrittrice, esperta di buone maniere e di storia del galateo Barbara Ronchi della Rocca la buona educazioneè contagiosa, ama i piccoli gesti ma anche i grandi piaceri della vita.

Mi sono lasciata trasportare dalla lettura e ci siamo lasciate contagiare, così oggi all'ora della merenda ci siamo ritrovate in salotto a sorseggiare tè e caffè accompagnati dai deliziosi dolcetti glassati alla crema.


TITOLO DELLA RICETTA: mignon alla crema per la base: 120 g di farina auto-lievitante, 4 uova, 160 g di zucchero, scorza grattuggiata di limone

per la crema al limone: 3 tuorli, 75 g di zucchero, 2 cucchiaini di scorza di limone finemente grattugiata, 90 ml di succo di limone, 180 g di burro, 300 ml di panna montata

Glassa: 125 g di zucchero a velo, 10 g di burro, 1 cucchiaio di succo di limone




PROCEDIMENTO
Preriscaldare il forno a  180°C
Lavorare le uova per 5 minuti, fino  a  che risultano gonfie e chiare, unire poco per volta lo zucchero continuando a sbattere, quando il composto scrive unire delicatamente e a mano la farina settacciata poco per volta e la scorza di limone. Mettere il composto in una sac a poche e dressare nelle formine in silicone (mezza sfera piccola) e infornare per 10/12 minuti.

Preparare la crema: montare tuorli e zucchero, trasferire in una bastardella, unire il succo di limone, la scorza grattugiata e cuocere a bagnomaria per 20 minuti o fino a che non vela il cucchiaio (cottura alla rosa). Far raffreddare e unire la panna.  Scavare leggermente le mezze sfera di pandispagna, farcire con la crema e glassare.

Per la glassa:  in un recipiente setacciare lo zucchero, unire il burro e il succo di limone, cuocere a bagnomaria per qualche minuto, finchè la glassa risulta omogenea e lucida.


BARBARA RONCHI DELLA ROCCA dice:
Non  si usa più invitare qualcuno a prendere il caffè, ma è sempre garbato offrirne una tazza a chi viene a trovarci prima delle 11,30 tra le 14 e le 16 e tra le 21 e le 22,30. Portiamo in salotto il vassoio con le tazze vuote e la caffettiera a parte. Solo se siamo in due è concesso arrivare con le tazzine di caffè già riempite.
Le classiche friandises, ovvero la pasticceria secca  è perfetta da offrire... ma io non ho resistito ai "miei sospiri", chiedo scusa!


PICCOLI CONSIGLI: Come dichiarava Coco Chanel " l'eleganza non consiste nell'indossare un vestito nuovo"  ma nel vestire la nostra personalità con capi adatti al nostro fisico e al nostro stile di vita.

Argomento scottante? Il telefonino. Evitiamo telefonate all'ora dei pasti. se siamo in ritardo è buona regola avvisare e ringraziare il giorno dopo essere stati invitati a pranzo o cena. Silenziamo le suoneria in chiesa, al cinema e in tutti i luoghi pubblici dove possa arrecare fastidio.

Conversare è un arte, un piacere condiviso, facciamolo con calma, senza urlare, senza bisbigliare ed evitando lunghe pause. Evitiamo di fare gli spiritosi a tutti i costi, di fare domande troppo personali e avere l'ultima parola su tutto.

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