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Alture: un progetto d’amore delle Cantine Paolo Leo

Il progetto Alture delle Cantine Paolo Leo ben sposa il nostro viaggio regione per regione alla scoperta dei vitigni autoctoni.

Non potevamo che cominciare dalla Puglia con la riscoperta di un grande vitigno autoctono a bacca bianca: il Bianco d’Alessano.

La sua storia

Le origine di questo vitigno sono al quanto incerte, anche se una delle documentazioni più attendibile risale al 1877 quando il Rovasenda lo identificava con le Murge Martinesi in provincia di Taranto dove a quell’epoca era presente.

Chiamato anche Acchiappapalmento e Bianco di Lessame, pare sia stato uno dei primi vitigni ad essere innestato con il piede americano in territorio di Valle d’Itria dopo la crisi della fillossera.

Infatti il Bianco d’Alessano risulta essere un vitigno abbastanza resistente dal punto di vista pedo-climatico, adattandosi ai terreni di natura argillosi, calcareo-silici, poco profondi tipici della Murgia Barese.

Caratteristiche del vitigno

Si presenta con foglie grandi e orbicolari.
I suoi grappoli, di densità compatta, hanno dimensioni medio-grandi a forma conico-cilindrica.
Gli acini hanno buccia gialla, sono medi, tondi e ricchi di pruina.

Non è un vitigno che dà uve dal gusto neutro, non particolarmente aromatiche.

Sebbene la sua fioritura sia precoce, la sua maturazione è medio-tardiva, infatti le sue uve di raccolgono tra fine settembre e ottobre.

La riscoperta del Bianco D’Alessano e degli altri vitigni autoctoni

Il progetto Alture delle Cantine Paolo Leo nasce dall’amore per la propria terra con la riscoperta di Verdeca, Minutolo, Bianco d’alessano, Susumaniello, Bombino nero e il Nero di troia, vitigni autoctoni passati in secondo piano nelle produzioni pugliesi e sulla strada dell’estinzione. 

“Noi abbiamo deciso di farci carico di una missione molto importante, quella di non abbandonare la nostra terra e di continuare a raccogliere i suoi frutti. Su queste basi abbiamo deciso didedicare un intera linea a queste produzione che prendono il loro nome da i luoghi da dove crescono, alture tra i 350 e 380 metri dall’altezza situate nella Valle d’Itria.

https://www.paololeo.it/vini-linea-alture

Francesco Leo ci racconta il Progetto Alture

Alture: Bianco D’Alessano

Denominazione: Valle d’Itria IGP Bianco d’Alessano

Vitigni utilizzati: Bianco di Alessano (100 %)
Zona ubicazione vigneto: Puglia – Colline della Valle D’Itria
Altitudine: 350 mt.s.l.m.
Tipo di suolo: eluviale calcareo – argilloso
Sistema di allevamento: controspalliera cordone speronato
Ceppi/ha: 5000
Resa uva q.li/ha: 100 q.li
Epoca di vendemmia: fine settembre
Vendemmia: 2018

Vinificazione
Raccolta in cassetta, l’uva viene fatta sostare una notte in cella frigo con temperatura sotto lo zero (criomacerazione pellicolare di 20 ore). L’uva poi si diraspa; segue la pigiatura, una breve macerazione a freddo e una successiva pressatura soffice delle vinacce. La fermentazione a bassa temperatura conserva aromi e freschezza.

Maturazione
3 mesi in acciaio e 12 mesi in bottiglia

La degustazione: 

Colore:  colore giallo paglierino con riflessi verdolini
Profumo: bouquet intenso, delicato, di ottima consistenza.
Al naso sono evidenti le note di frutta esotica come l’ananas, lichi, mela verde e di fiori freschi come il biancospino e l’acacia.
Sapore: gusto secco, equilibrato. I profumi vengono riconfermati al gusto, con una sensazionale freschezza e mineralità che invita a un secondo sorso lasciandoti la bocca con una sensazione di morbidezza ed equilibrio.

Abbinamento: indicato per accompagnare antipasti magri, minestre delicate e piatti a base di pesce e carni bianche.


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