Maison Lizia
Le grandi storie d'amore,  Ricette dolci

Storie d'amore e di cibo

Se come me credete nell’amore, questa è la rubrica che fa per voi, dedicata alle grandi storie d’amore.

L’amore salva?

Mi sono interrogata, ho letto e ho scarabocchiato frasi.
Che taglio dare in questo nuovo anno alla rubrica del racconto su Cucina a Sud?

La rubrica è nata per raccontare l’amore con storie di cibo e di vita, con storie d’amore.

Perché, cosa c’è di più bello e profondo, di accattivante ed emozionante se non parlare dell’amore?

E, all’alba di un nuovo anno che comincia con nuovi progetti e con tante speranze ho deciso che in questo spazio quest’anno vi voglio raccontare le  grandi storie d’amore.
Quelle che ci fanno sognare, che ci donano speranza, quelle che magari ci fanno anche piangere, perché, l’amore salva e un  Ti amo detto al momento opportuno ferma il tempo e lenisce la stanchezza.

Settimana dopo settimana non sarò sola a raccontarvi queste storie, ma mi farò aiutare da poeti e scrittori, dalle pellicole dei grandi film e dai testi delle canzoni.
Insieme, per parlare d’amore in tutte le sue forme: solenne e festoso, romantico e realistico, a volte forte e tumultuoso, a volte sottomesso e accogliente e altre volte ancora distante oppure cinico.

Eros, Philia, Storge, Agape, erano queste le quattro forme d’amore che distinguevano i greci: quello passionale, quello amicale, quello tra familiari e quello spirituale.

L’amore filiale, genitoriale, per la vita, per il proprio lavoro. Per la musica, il cibo, la natura. Quello atteso, cercato, immaginato, quello trovato, a volte fuggito.

Di quante emozioni l’amore colora la nostra vita?
In fondo l’amore in tutte le sue forme è l’unica cosa che valga la pena il nostro essere qui, il nostro uscire da noi stessi per essere dono.

Come un dono voglio che  queste storie d’amore giungano a voi e che diventino un fil rouge per le nostre ricette, perché come dice Antonino Cannavacciuolo:

– Cucinare non significa solo leggere una ricetta, è una questione di sensibilità, rispetto degli ingredienti e dei tempi di preparazione.

E… aggiungerei io ” D’amore”.

La storia d’amore: Sylvia Plath e Ted Hughes

Una relazione che in base al punto di vista dei due protagonisti oscilla tra sostegno e dipendenza, amore e ricatto, senso di inferiorità e potere. Entrambi vivono per la poesia, sono in competizione e mentre dalle lettere di lei emerge un primo grande amore sfociato poi nei maltrattamenti di lui, dai scritti di Ted emerge una Sylvia, bellissima, geniale ma al tempo stesso gelosa e isterica.

 “Mi dicevi sempre che fare le torte è come fare le poesie. Non basta unire gli ingredienti nella quantità che la tradizione tramanda, ci vuole il tocco che permette alla tradizione di diventare qualcosa di nuovo”.

Con queste parole la figlia ricorda la mamma Sylvia, una delle più grandi poetesse del 900 ed è proprio  una torta di mele che le voglio dedicare.

Una torta di mele capovolta come l’amore e i suoi tanti punti di vista.

La ricetta: torta di mele capovolta

250g Farina 00, 120 g Zucchero, 2 Uova, 140 g di burro, 1 bustina Lievito in polvere per dolci, scorza di limone grattugiata, 3 mele

Lavorate a crema il burro con lo zucchero, quindi aggiungete le uova e quando queste saranno ben amalgamate nell’impasto unite la farina precedentemente miscelata al lievito, profumate con la buccia di limone. Sbucciate e tagliate le mele a spicchi, adagiatele sulla base della teglia imburrata. Coprite le mele con l’impasto appena preparato. Infornate a 180°C per 30 minuti, ricordatevi che la prova stecchino fa sempre fede per verificare la cottura del dolce. Lasciate intiepidire e sfornate la torta capovolgendola delicatamente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *