Maison Lizia
Ricette,  Ricette dolci

Scarcelle e colombe

I dolci della tradizione e che non possono mancare sulla tavola di Pasqua

La Pasqua è la più grande festa per chi ha fede, affiancata oltre che dai riti religiosi anche da riti frivoli e pagani che danno il benvenuto alla Primavera.

Agnelli di marzapane e pani augurali, torte salate e pasqualine, anche se il nostro pensiero vola istantaneamente alla colomba e alle uova di cioccolato, anche se per tradizione il simbolo della “rinascita” è affidato alle uova di gallina.

Le troviamo sode nel classico benedetto, l’antipasto pugliese per antonomasia ( qui il linkhttps://www.maisonlizia.com/benedetto-pugliese/), nella torta pasqualina, così come caratterizza tanti dolci a forma di corona, come le scarcelle pugliesi.

Questa nasce nelle famiglie contadine a forma di tarallo intrecciato, simbolo di buon augurio, fortuna e di rinascita a nuova vita grazie alla presenza incastonato nell’impasto.

La fantasia delle donne pugliesi ha giocato un ruolo fondamentale nella produzione di questo dolce che dalla classica forma circolare ha assunto varie forme, dal tradizionale cestino da donare alle nonne, al cavalluccio da donare ai maschietti, alla bambolina per le femminucce al più romantico cuore per gli innamorati.

Nel corso dei secoli si è ben radicata questa tradizione, tanto da diventare il dono per eccellenza il giorno di Pasqua.

La tradizione vuole che si preparino le scarcelle nei giorni della settimana santa.

Una curiosità: più uova conteneva la scarcella e più l’augurio era sentito e propizio.

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Scarcelle
Tempo di preparazione 40 minuti
Tempo di cottura 20 minuti
Porzioni
7 pezzi
Tempo di preparazione 40 minuti
Tempo di cottura 20 minuti
Porzioni
7 pezzi
Istruzioni
  1. In una ciotola mescolare la farina con il lievito, aggiungere lo zucchero, l'olio, il latte, il tuorlo e l'uovo intero, profumare con la buccia di limone e impastare velocemente tutti gli ingredienti, fino ad ottenere un composto liscio, omogeneo ed elastico. Far riposare l'impasto per una decina di minuti, quindi suddividerlo in piccoli pezzi da arrotolare sulla spianatoia dandogli la forma di piccoli filoncini. Unire insieme 3 filoncini pizzicandoli alle estremità, quindi intrecciare per comporre una treccia lunga 25/30 cm. Unire le due estremità per formare la ghirlanda, adagiare su una placca da forno e infornare le scarcelle ottenute per 20 minuti a 180°C
  2. Nel frattempo preparare la glassa: mettere gli albumi in una ciotola e iniziare a montare con uno sbattitore, unire il succo di limone e solo quando il composto sarà spumoso, aggiungere lo zucchero a velo poco alla volta fino ad ottenere una consistenza densa e cremosa.
  3. Quando le scarcelle saranno ben fredde, glassare e decorare posizionando al centro di ciascuna l'uovo sodo.
Recipe Notes

Per dare un tocco di colore alle scarcelle è possibile colorare l'uovo:

  • mettere in acqua fredda il colorante alimentare insieme a un cucchiaino d'aceto e portare ad ebollizione
  • tuffare le uova, meglio quelle bianche e cuocere per 14 minuti
  • far raffreddare le uova nell'acqua colorata

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Ma sulla tavola di Pasqua non può mancare nemmeno la classica colomba, per la sua potenza simbolica di pace e amore data dalla forma.

Come ogni dolce della tradizione che affonda le sue origini in un lontano passato, la sua storia è circondata da miti e leggende che la lega sia al territorio milanese come figlia del panettone che a quello veronese come figlia della celebre “focaccia dolce”, una sorta di pane delle feste che l’azienda Fraccaro Spumadoro ripropone fedelmente dal 1932http://www.maisonlizia.com/focaccia-fraccaro-il-pane-della-festa/

Focaccia dolce che quest’anno è stata affiancata dalla colomba pere e cioccolato, caratterizzata da un impasto soffice e delicato che sposa le gocce di cioccolato e dei morbidi cubetti di pera candida e dalla fugassa imbriaga, un dolce veneto che preserva i sapori tipici della tradizione, profumata con brandy e distillato d’agrumi.

Entrambi i prodotti, così come tutta la produzione della Fraccaro Spumadoro, sono realizzati con lievito madre, con una lievitazione naturale di due giorni, per donare al consumatore il “gusto inimitabile delle cose buone fatte come una volta”.

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