Maison Lizia
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Tormaresca: Tenuta Bocca di Lupo

Tormaresca con la Tenuta Bocca di Lupo è stata una delle tappe di #pugliablogtour  il progetto firmato  Maison Lizia https://www.maisonlizia.com/pugliablogtour-trani/

Luigi Veronelli era solito chiedere: “Di quanti racconti è capace il vino?”  la risposta era “Assaggia il vino e ascolta il suo racconto”.

Per ascoltare questo racconto è  stato necessario lasciare Trani con la sua bianca pietra, col blu del suo mare, per  spostarci verso l’interno: l’altipiano carsico rappresentato dalla Murgia.

Un breve viaggio che ci ha immersi in un paesaggio con asprezze dominanti, col verde argenteo degli ulivi e il giallo dorato dei campi, con il silenzio della natura intervallato dal canto delle cicale tipico delle mattine d’estate.

Siamo penetrati nel cuore della Tenuta Bocca di Lupo attraversando ben 140 ettari di vigneti: Aglianico, Fiano pugliese, Nero di Troia e a segnare il confine dell’azienda il Moscato Reale, lui, il protagonista di #pugliablogtour, che qui, a quasi 300 metri sul livello del mare cattura il caldo e il sole della Puglia per dare vita al Kaloro, il Moscato di Trani Doc.

Maestosa ed elegante, col bianco tipico che caratterizza le masserie pugliesi, si erge al centro dei vigneti Tenuta Bocca di Lupo, proprio  come una mamma che vigila e protegge i “suoi figli… le sue vigne“.

Una mamma che accoglie l’uva  e che grazie alla sapiente cura delle mani dell’uomo la trasforma per farla diventare “nettare degli dei”, la protegge nella sua barricaia,  composta da 1000 barrique in legno e infine custodisce nel  caveaux le sue bottiglie, quelle che giungeranno dopo mesi di lavoro, se  non addirittura anni di riposo, nei nostri calici.

Dal terrazzo della Tenuta la sensazione è quella di perdersi in un grande spazio in cui vagare con lo sguardo verso orizzonti infiniti.

E’  su questo territorio che la famiglia Antinori nel 1998 ha voluto scommettere per valorizzare e riscoprire gli antichi e pregiati varietali autoctoni pugliesi.

“… un meraviglioso terroir quello pugliese.
Nei grandi pianori del “tacco” d’Italia si fa vino dai tempi degli antichi romani… Se c’è un posto dove storicamente è nato vino di quantità, più che di qualità. è stato qui, fra l’Adriatico e lo Ionio. le cose hanno iniziato a cambiare da pochissimi anni. Ora è in corso un grande Rinascimento dei terroir locali. Tutta la Puglia è percorsa da Vie del Vino… Parliamo del risveglio dell’ Aglianico, del Negramaro…”
Pietro Antinori

Un territorio carsico, baciato dal vento e spesso avvolto dalla foschia che si produce a causa delle escursioni termiche, rigidi inverni ed estati soleggiate che costringono “l’uomo a lavorare questa terra con grande devozione”.

Terroir, storia, tradizioni, amore per il proprio lavoro che vengono premiati con frutti preziosi.

Bocca di Lupo: la tenuta e la degustazione

Una struttura fortificata, costruita secondo i canoni delle classiche masserie pugliesi.

All’interno della masseria, la barricaia, posta al piano inferiore è sormontata da un soffitto con volta a crociera.

Al secondo piano, ampie e luminose stanze stupiscono per la loro eleganza, qui, in un’atmosfera ovattata, con un refolo di vento tipico delle mattinate estive, abbiamo degustato il Fichimori Salento Igt, un negramaro con una piccola aggiuta di sirah.

Un “vino rosso” da bere freddo, nonostante il suo colore rosso violaceo: “moro” è una carezza delicata per il palato con i suoi sentori di petali di rosa e ciliegia rossa.

La degustazione è proseguita a un’elegante tavola con piatti, con una forte valenza  simbolica della “nostra Puglia”, legati ai vini, che insieme hanno affascinato perchè il loro assaggio ha rimandato al territorio.

Il pranzo è cominciato con piatti accompagnati da un elegante vino bianco, il Pietrabianca, uno chardonnay che nasce in piena Murgia con l’ aggiunta del fiano pugliese.

Un vino che col suo nome è un elogio al territorio, a quella pietra aguzza e bianca che i contadini hanno dovuto macinare per rendere il terreno coltivabile. Quella pietra che rende il terreno stesso complesso e che regala aromi freschi.

Piatti e vini che ci hanno condotto in un viaggio emozionale grazie anche alla degustazione  dell’espressione massima della Tenuta, il Bocca di Lupo, prodotto da 100% aglianico, la scintilla che ha acceso il sogno di Tormaresca per la riscoperta di questo vitigno autoctono.

Un vino che grazie alla piena maturità dei vigneti ha una spiccata personalità, il suo profumo, formato da pennellate intense, ne ripercorre a ogni sorso la sua storia, ne svela la sua origine e la sua lunga evoluzione.

Quando scende nel calice il suo colore è preludio di ciò che il vino esprime, il suo profumo ne conferma le emozioni che al palato regalano sensazioni di velluto, calde e morbide.

“Acqua, terra, vento, vitigni del territorio che ritroviamo nel calice, sapori che ritroviamo nei piatti per vivere un completo viaggio esperienziale ed emozionale”.

Bocca di Lupo: il soggiorno

A Tenuta Bocca di Lupo,  è possibile lasciarsi trasportare dalle sensazioni e dagli stimoli del vino e dei piatti degustati, dal magnifico panorama e dal silenzio che la circonda, dall’eleganza delle sue stanze, dove è possibile soggiornare per regalarsi un weekend “d’altri tempi”.

 

 

 

 

 

 

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