Maison Lizia
Reportage

Corsi di cucina: un anno in dad

Corsi di cucina: cronistoria di un anno in dad

Febbario 2020, sembrava un mese come tanti altri.

Carnevale, San valentino.. . e come per ogni ricorrenza ecco pronto per il corso in essere “Un menù per ogni stagione”  delle ricette da replicare e dei piatti da allestire per le nostre tavole.

Ma qualcosa di inimmaginabile, qualcosa di pìù grande di noi ha sconvolto le nostre vite.

Nessuno poteva sapere che il menù di San Valentino sarebbe stato l’ultimo dell’anno accademico 2019/2020.

Nessuno poteva sapere che nel giro di qualche settimana sarebbe stato proclamato l’inizio di una pandemia mondiale e che le nostre abitudini sarebbero cambiate.

E’ passato un anno.
La pandemia purtroppo non è stata sconfitta, ma noi che siamo “resilienti” ci siamo adeguati ad essa, abbiamo preso consapevolezza della situazione.

Già a maggio avevamo deciso di scommettere sulla didattica a distanza.
Con il nuovo consiglio direttivo ci siamo messi subito al lavoro per offrire a tutti gli iscritti Ute dei percorsi da seguire da casa.

A ottobre ecco che sono stati avviati i primi corsi, fra cui il laboratorio di cucina.

Alla fine di quest’anno accademico possiamo dire con grande orgoglio che la scommessa è stata vinta.

Grazie a un grande lavoro di supporto da parte di Vito e Rosanna per l’apertura delle stanze Zoom, stanze che ormai ci sono diventate familiari.

Grazie soprattutto a tutti i corsisti che puntuali e con costanza hanno seguito ogni lezione e con grande maestria hanno replicato ogni ricetta.

Certo nelle lezioni sono mancati gi odori e i sapori, ma non è mancata la voglia di mettersi in gioco, di scoprire nuovi sapori per sopperire agli stimoli esterni che facevano parte del nostro quotidiano.

I tempi di crisi e difficoltà  recano sempre anche grandi opportunità.

La pandemia è stata come un terremoto che ha scosso il nostro quotidiano e le nostre certezze ma al tempo stesso ha  favorito un ripensamento del nostro vivere su diverse dimensioni, costringendoci ad altri punti di vista.

Questo ha portato  a favorire un miglior contatto con noi stessi,  con il proprio mondo interiore e ad ampliare le nostre competenze tecnologiche.

Lontane ma vicine, dalla solitudine e spaesamento dei primi mesi a una nuova forma di fare comunità, di fare gruppo.

Come Sant’Agostino insegna “ex malo bonum”:  dal male può uscire il bene  se si lavora  con consapevolezza, ed è quello che con molta umiltà e tanto lavoro dietro le quinte ha fatto tutto il consiglio direttivo in uno sforzo volontaristico,  coordinando i docenti, coordinando gli iscritti.

L’augurio è che si possa tornare presto alla normalità, alle lezioni in presenza, nel frattempo vi saluto con la poesia di Mark Deron diventata simbolo di questa pandemia.

Andrà tutto bene”

Come potrei non essere felice di contemplare
le nuvole che si schiariscono oltre l'abbaino
e l'alta marea riflessa sul soffitto?
Ci sarà la morte, ci sarà la morte,
ma non c'è bisogno di entrare in questo.
Le poesie sgorgano dalla mano spontanea
e la fonte nascosta è il cuore vigile.
Il sole sorge nonostante tutto
e le città lontane sono belle e luminose.
Giaccio qui in un tripudio di luce solare a
guardare il sorgere del giorno e le nuvole che volano.
Andrà tutto bene."

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